Rainbow Vulcano 4.60 Expedition

Rainbow Vulcano 4.60 Expedition

sea condition domenica 6 luglio ore 16 17
Le condizioni del mare del momento della prova: onda sui 40-50 cm

Affrontiamo la prova in mare del Raibow Vulcano con curiosità ed attesa. Molto abbiamo sentito parlare di questo modello della Casa del gruppo Euro Tank e molti contrastanti pareri abbiamo letto nei forum specializzati.
Col massimo distacco emotivo possibile dal rumoroso sottofondo della rete, cerchiamo di lasciar emergere con chiarezza sensazioni d’uso reali, filtrate soltanto dalla personale esperienza.
L’esame visivo del Vulcano ci mette di fronte ad un prodotto sicuramente d’effetto, sostanzioso, ben bilanciato e solidamente costruito. In una parola: bello. Piccoli particolari attirano subito la nostra attenzione: il posizionamento dei fori di auto-svuotamento e il materiale plastico con cui sono costruiti gli anelli di ancoraggio per gli accessori. Per quanto riguarda i primi, è subito evidente che lo svuotamento in navigazione non potrà essere continuo e, conseguentemente, completo. Sia i fori nel vano della seduta di guida, sia quello singolo nella zona dei poggiapiedi sembrano accuratamente progettati per… non lasciare uscire l’acqua in modo continuo. In entrambe le parti infatti, sarà necessario raggiungere un certo livello di acqua nei due abitacoli per vedere effettivamente uscire quella in eccesso. Il risultato è che, con mare mosso, avremo sempre piedi e sedere a bagno, oltre ad un piccolo aggravio di peso a bordo. La prova in mare, inevitabilmente, confermerà questa prima impressione. Venendo agli anelli in plastica, nulla di grave almeno nel breve periodo, ma quelli in metallo visti su altre realizzazioni, ad esempio il Dag Mid-Way, appaiono alla vista ed al tatto più gratificanti.

Hai mai provato il kayak facile e divertente? Partecipa ad una delle nostre prossime escursioni introduttive

 

 

 

Costruzione e accessori
Il Rainbow Vulcano misura 4 metri e 60 in lunghezza e 67 centimetri di larghezza. Va quindi a collocarsi tra i kayak sit on top più lunghi e profilati. Chiglia e disegno di prua e poppa evidenziano immediatamente la ricerca della velocità a parziale discapito della stabilità. Il cockpit superiore è ben disegnato, gli spazi sono ben sfruttati e tutto appare al giusto posto. Ineressante il doppio gavone stagno in un’ottica granturistica, come anche utilissimi si rivelano i due vani a cielo aperto di prua e di poppa,

Gavone e portaoggetti di prua
Gavone e portaoggetti di prua
Gavone e portaoggetti di poppa
Gavone e portaoggetti di poppa

entrambi dotati di “ragno” elastico. Semplicemente perfetto il piccolo vano ricavato tra le gambe del navigatore: può contenere una piccola provvista di viveri ed acqua con la sicurezza di una doppia X di robusti elastici.
Numerosi e ben diffusi per tutto il perimetro gli anelli di ancoraggio già sopra accennati, compresi quelli per agganciare i ferma-coscia non in dotazione, mentre un certo desiderio di contenimento dei costi traspare dall’incompleto cordoncino perimetrale e dalla mancanza di un elastico ferma-pagaia, utile durante le soste.
Il ricco allestimento Expedition comprende anche un sedile ergonomico. Dobbiamo però sottolineare che già la seduta di serie è sorprendentemente comoda.
Il Vulcano è disponibile anche in allestimento fishing con porta-canna.

In navigazione
La giornata è perfetta per un approccio al Vulcano deciso e in pieno spirito Winter Kayak. Onde tra i 40 e i 50 cm da sud, estremamente irregolari per altezza e periodo e vento teso da sud-est in “perfetto” disaccordo col moto ondoso. Insomma, un bel cocktail da ballo per tirar fuori subito il vero carattere del kayak. Il quale non fa nulla per nascondersi! Nemmeno per un attimo abbiamo la sensazione di un progetto votato alla rassicurazione del pilota. Il Vulcano si muove parecchio e va sapientemente assecondato. Con poche intense pagaiate siamo già in velocità e tutto assume una diversa dimensione. Il mezzo si stabilizza, la prua taglia l’onda in modo efficace senza minimamente scomporsi, imbarcando pochissima acqua pur in presenza di un più che discreto moto ondoso. Nei primi chilometri puntiamo da Varazze verso est e ci troviamo con la prua non perfettamente controvento e le onde di lato. Sorpresa: il Vulcano non mostra particolare tendenza ad orzare come capita molto spesso con altri modelli, anzi in molte situazioni sembra propenso a poggiare verso terra. Dopo lo sconcerto iniziale questo comportamento si apprezza, perchè conferisce maggior direzionalità e meno asimmetria di pagaiata. Dopo la prima mezz’ora di onde, l’acqua inevitabilmente salta a bordo e conferma l’errato posizionamento dei fori di svuotamento. I quali sì, funzionano, ma solo quando piedi e fondoschiena del pilota sono già a bagno da un pezzo.
A proposito di direzionalità, qui le note sono dolenti! Sarà la lunghezza, sarà la decisa profilatura speed-friendly, ma per far girare il Vulcano in navigazione serve molto spazio. Lo scafo tende, tra l’altro, a conservare molta forza cinetica residua, cosa che non è assolutamente un difetto bensì un pregio. Il risultato è però un raggio di virata molto ampio, che può essere decisamente ridotto solo rallentando parecchio l’andatura o addirittura fermandosi se serve una manovra stretta. Non ci sentiamo di criticare questo tipo di comportamento ma nemmeno vogliamo nasconderlo: il Vulcano strizza “consapevolmente” l’occhio ad un utente già smaliziato, promette e mantiene velocità e divertimento macinando chilometri con una facilità disarmante. Approfittando delle onde abbozziamo qualche surfata, trovando nel Vulcano un buon alleato nel conservare direzionalità anche al termine della planata.

Il picco iniziale è dovuto al primo posizionamento GPS e non va considerato.
Il picco iniziale è dovuto al primo posizionamento GPS e non va considerato.

Venendo alla velocità di navigazione, parlano i dati dei rilevamenti GPS ottenuti con la versione Android di Runtastic. Il Vulcano è molto veloce, permette senza problemi un utilizzo granturistico contenendo al minimo la fatica.

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Conclusioni
Avrete capito che il Vulcano ci è piaciuto. Comprendiamo a fondo solo ora, dopo averlo provato intensamente, i pareri fortemente critici che abbiamo letto su diversi forum di pesca. E li comprendiamo proprio perchè provenienti da… pescatori! Mai ci verrebbe in mente, scesi dal Vulcano, di consigliare questo scafo per un utilizzo fishing. Instabile e dondolante a fermo, sicuro e divertente in velocità, il Vulcano proprio non si presta a lunghe soste in mare da fermi.

Il percorso
Il percorso

Men che mai a infondere sicurezza ad un pescatore strattonato da un pesce! Per dirla tutta, consideriamo la scelta di Rainbow di fornire un allestimento fishing un parziale autogol. Si è prestato il fianco, coraggiosamente, a critiche giustificatissime in quell’ambito specialistico di utilizzo, col rischio però di non vedere riconosciute, anche commercialmente, le reali doti del Vulcano, in gran parte positive in un’ottica granturistica e ricreazionale.

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Carta d'identità
 
MarcaRainbow - Euro Tank
ModelloVulcano 4,60 Expedition
TipoSit on top
Lunghezza4,60 mt
Larghezza0,67 mt
Carico massimon/d
Omologazione1 adulto
Peso dichiaraton/d
Peso tester Winter Kayak74 kg

La nostra pagella in sintesi
velocità:4 Stars (4 / 5)
stabilità:3 Stars (3 / 5)
direzionalità:4 Stars (4 / 5)
ergonomia:4 Stars (4 / 5)
capacità.di.carico:3.5 Stars (3,5 / 5)
maneggevolezza:2 Stars (2 / 5)
valutazione.winterkayak:4 Stars (4 / 5)
Media:3.5 Stars (3,5 / 5)

Redazione

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Quando il richiamo della natura diventa così forte, è un dovere condividere questa esperienza!

5 thoughts on “Rainbow Vulcano 4.60 Expedition

  1. Conosco molto bene il modello 460 avendolo visto alla presentazione al salone di Genova e poi avendo visitato personalmente la Eurotank nord di Somaglia per un progetto che poi non si è concretizzato. Ritengo che i difetti maggiori di questo kayak risiedano nella prua un po’ bassa che con mare mosso preso frontalmente tende a soffrire, nella scelta del tappo tondo all’anteriore anziché quello ovale, eliminando l’inutile pozzetta a prua che non serve e che ruba spazio preziosissimo all’interno del gavone. Altro difetto della pozzetta anteriore è la necessità di avere un autosvuotante che dato il ridotto diametro rende la colonnina all’interno dello scafo estremamente fragile e possibile via d’acqua interna. La flangia dei gavoni non è a sbalzo come sul modello 425 (in realtà 435 di lunghezza) ma a pari con il bordo, per cui l’acua e gli spruzzi che arrivano nella zona lì restano e se si ha necessità di aprire il tappo l’acqua accumulata penetra all’interno. Avevo suggerito una semplice modifica alla Rainbow da fare sullo stampo per ovviare al problema, ma hanno saputo trovare la (non) soluzione del forellino che scarica nel pozzetto, che è raccapricciante perché è fonte di ulteriori rischi di infiltrazione. La sagoma dello schienale è una buona idea, ma andava raccordata maggiormente con la parte superiore delle murate, perché capovolgendo il kayak sulle barre c’è il rischio che su certi modelli di auto lo schienale tocchi il tetto. La Rainbow sostiene che con le culle il problema si risolva, ma sottovaluta che per un motivo simile la gente preferisce acquistare un altro kayak di altra marca, anziché stare a montare e smontare ogni volta le culle sulle barre ad ogni utilizzo. Ci sarebbe altro da segnalare, ma si andrebbe su particolari troppo di dettaglio. Saluti.

  2. Chiediamo scusa ma come avrà potuto vedere stiamo lavorando molto sull’architettura del sistema e abbiamo perso alcuni commenti tra cui il Suo che è finito in spam. Ci spiace. Ad ogni modo abbiamo notato che sul Rainbow Vulcano 4.60 Expedition si è creata una certa tensione. Pertanto chiediamo la cortesia, se possibile, di lasciare sempre dei commenti costruttivi. Noi pensiamo che questo sia l’unico modo per consentire ai nostri lettori di farsi un’idea tecnica sui mezzi prima di acquistarli. A breve cercheremo di scrivere un nostro commento di moderazione. Se capita dalle nostre parti venga a farsi una delle nostre escursioni!. Cordiali saluti. Winterkayak

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